Musulmani e lavoro in italia: dal '98 è decollata l'attività autonoma ma non mancano le difficoltà. casi di discriminazione per l'accesso al pubblico impiego

Nel campo dell'occupazione, qual è la condizione in Italia degli stranieri di religione musulmana? Dopo l’11 settembre 2001 si sono verificati alcuni attacchi diretti contro imprese di proprietà di musulmani. Lo riferisce il “Rapporto di monitoraggio della protezione delle minoranze nell’Unione Europea: la situazione dei musulmani in Italia”. A Milano nel 2000 1.153 egiziani erano titolari di un’attività privata, a fronte dei 631 censiti nel 1993 e dei 966 del 1999: un aumento di oltre l’80%. Tra gli immigrati marocchini, l’incremento complessivo delle attività private è stato del 364,3% dal 1993 al 2000. Dal ’98 in poi il lavoro autonomo avviato da cittadini extracomunitari musulmani è decollato: in particolare, gli immigrati egiziani, marocchini, tunisini e senegalesi si sono dimostrati molto attivi in questo ambito.

Per molti altri, tuttavia, non mancano le difficoltà, in particolare “per promozioni e avanzamenti di carriera”; spesso svolgono “mansioni subordinate, non qualificate e malretribuite” anche a causa della “mancanza del livello di istruzione richiesto per le posizioni lavorative più qualificate”, oppure “lavoro nero” senza alcuna protezione sociale. Nel 2000, le quote di accesso previste dal Governo hanno riservato posti di lavoro per 6.000 albanesi, 3.000 tunisini e 3.000 marocchini. Per quanto riguarda l’accesso al pubblico impiego, “si segnalano alcuni casi di discriminazione contro immigrati regolarmente residenti – nota il Rapporto -; spesso la normativa che stabilisce i requisiti necessari all’assunzione nel settore pubblico prescrive il possesso della cittadinanza italiana o comunitaria”. La stessa legge 286/98, tuttavia, “ammette espressamente la possibilità che l’accesso ad alcune professioni sia riservato a cittadini italiani o comunitari, in chiaro contrasto con i principi generali ispirati, invece, al principio di parità”. Nota dolente resta il lavoro nero: nel 2000 i dati evidenziavano che il 48,3% degli immigrati albanesi, il 27,3% dei marocchini e il 31% dei tunisini erano disoccupati. I recenti emendamenti portati alla legge 286/98 hanno introdotto l’espulsione immediata degli immigrati illegali”, ricorda la Ricerca dell’Open Society Institute.

Non solo attraverso un accordo tra lo Stato italiano e una rappresentanza della comunità musulmana in Italia, ma anche presso il posto di lavoro le esigenze religiose dei lavoratori musulmani possono essere soddisfatte, “tramite la contrattazione collettiva a livello regionale o locale”. In diverse regioni i lavoratori musulmani sono riusciti a negoziare con i datori di lavoro accordi speciali che consentono loro di osservare i propri riti (preghiere, disponibilità di cibo halal, ecc.) e festività religiose. Il “Contratto collettivo per i lavoratori del settore agricolo nella provincia di Ragusa”, ad esempio, permette ai lavoratori musulmani di stipulare con i datori di lavoro intese finalizzate a consentire l’osservanza delle festività religiose, in particolare del Ramadan. Nelle regioni industrializzate del nord-est sono in vigore diversi accordi del genere: spesso appositi spazi destinati alla preghiera e ad altre attività religiose sono messi a disposizione dei lavoratori, che in molti casi possono accedere durante le pause a questi luoghi arredati liberamente, secondo le proprie esigenze.

Inoltre, sono stati conclusi numerosi accordi di cooperazione con le associazioni sindacali di alcuni paesi da cui provengono consistenti flussi migratori verso l’Italia, in particolare Marocco, Tunisia e Senegal. “Autorità e cittadini italiani hanno generalmente un atteggiamento tollerante nei confronti di differenti abitudini di abbigliamento”: le donne musulmane che vogliono indossare il chador o lo hjab sul posto di lavoro non si sono viste opporre divieti; secondo i ricercatori “lo svilupparsi di un conflitto su questo punto appare un’ipotesi remota"

 

Iscritti ai sindacati confederali per settore
Dati 2000/2001

SETTORE

CGIL

CISL

UIL

 

2000

2001

2000

2001

2000

2001

Industria

n.d.

n.d.

38.309

41.866

14.200

15.500

Commercio

n.d.

n.d.

15.007

15.123

900

1.700

Agroalimetari

n.d.

n.d.

23.364

24.625

10.800

10.500

Altri settori

n.d.

n.d.

-

1.081

-

-

Precari/disocc.

n.d.

n.d.

29.041

27.867

-

-

Lavoro domestico

n.d.

n.d.

-

-

1.600

2.300

TOTALE

90.411

99.600

105.721

110.562

27.500

29.500

 

Fonte: Dossier statistico immigrazione, 2002 - "Lavoratori e cittadini"  - Caritas e Migrantes su dati CGIL, CISL, UIL 

  

Assunzioni, cessazioni e saldi 
nel periodo 16/3/2000 - 27/6/2002

 

Tutti i lavoratori

Lavoratori extracomunitari

 

Rapporti

%
maschi

C.F. netti

x persona

Assunz.

%
maschi

C.F. netti

x persona

Tempo indeterminato

 

 

 

 

 

 

 

 

Assunzioni

8.927.732

58,7

5.754.208

1,6

942.311

n.d.

582.801

1,6

Cessazioni

7.168.298

60,1

4.959.187

1,4

657.071

n.d.

432.242

1,5

Saldi

1.759.434

53,0

795.021

2,2

285.240

n.d.

150.559

1,9

Tempo determinato

 

 

 

 

 

 

 

 

Assunzioni

3.711.316

54,4

1.364.281

2,7

280.959

n.d.

120.468

2,3

Cessazioni

3.465.572

54,5

1.282.016

2,7

261.178

n.d.

113.204

2,3

Saldi

245.744

52,9

82.265

3,0

19.781

n.d.

7.264

2,7

Cambio Azienda

4.458.660

n.d.

2.705.046

1,6

713.480

n.d.

259.785

2,7

Cod. Fisc. movimentati

7.883.006

 

 

 

726.628

 

 

 

NB. La  sigla C.F. sta per Codice Fiscale

 

 

 

 

 

 

 

 

Assunzioni

Cessazioni

Saldi

Nord Ovest

Italiani+Stranieri

1.190.084

1.093.308

96.776

 

Extracomunitari

138.157

110.934

27.223

 

%Extracomunitari

11,6

10,1

28,1

Nord Est

Italiani+Stranieri

1.181.044

1.075.427

105.617

 

Extracomunitari

180.331

144.492

35.839

 

%Extracomunitari

15,3

13,4

33,9

Centro

Italiani+Stranieri

1.053.612

969.296

74.316

 

Extracomunitari

99.923

82.030

17.893

 

%Extracomunitari

9,5

8,5

21,2

Sud

Italiani+Stranieri

944.889

829.909

114.980

 

Extracomunitari

35.288

29.253

5.535

 

%Extracomunitari

3,7

3,6

4,8

Isole

Italiani+Stranieri

374.021

329.265

44.756

 

Extracomunitari

13.695

11.647

1.958

 

%Extracomunitari

3,7

3,6

4,4

ITALIA

Italiani+Stranieri

4.743.650

4.297.205

4446.445

 

Extracomunitari

467.304

378.856

88.448

 

%Extracomunitari

9,9

8,8

19,8

 

 

 

 

 

 

 

I settori

 

 

Settori

Assunzioni

Incid. su assunz. extr. %

Incid. su assunz. totali %

 

Alberghi 
e ristoranti

87.182

17,5

10,5

 

Agricoltura

59.987

12,5

17,4

 

Costruzioni

49.098

9,8

12,0

 

Att. Immob. Pulizie

43.209

87

9,5

 

Industria metalli

24.267

4,9

16,0

 

Commercio

22.324

5,5

5,4

 

Trasporti

21.095

4,2

11,2

 

Industria tessile

14.691

3,0

16,5

 

Servizi Pubblici

15.522

3,1

6,1

 

Industria alimentare

12.454

2,5

8,3

 

Commercio dettaglio

11.425

2,3

4,8

 

Commercio Ingrosso

10.899

2,2

6,2

 

Tutti i settori

496.861

100,0

11,2



Fonte: Dossier statistico immigrazione, 2002 - "Lavoratori e cittadini"  - Caritas/Migrantes su dati Inail - Denuncia Nominativi Assicurati

 

Movimento lavorativo per principali gruppi nazionali 2001

 

 

Assunzione

Cessazione

Saldo

% saldi su assunzioni

Albania

47.035

37.438

9.687

20,6

Marocco

46.344

39.929

6.415

13,8

Romania

28.690

20.167

8.523

29,7

Svizzera

20.379

18.643

1.736

8,5

Jugoslavia

17.207

15.658

1.549

9,0

Tunisia

16.885

14.944

1.941

11,5

Senegal

13.644

12.590

1.054

7,7

Cina

13.208

10.637

2.571

29,7

Polonia

10.297

8.594

1.748

17,0

Totale

420.511

346.854

73.657

17,5



Fonte: Dossier statistico immigrazione, 2002 - "Lavoratori e cittadini"  - Caritas/Migrantes su dati Inail - DNA

 

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