• Sigieri di Brabante

    Sigieri da Brabante (Brabante, prima metà del XIII secolo – Orvieto, 1282) è stato un filosofo fiammingo.



    Il suo pensiero si sintetizza nella sua affermazione "coloro che intraprendono l'espozione delle opere di Aristotele non ne debbano nascondere il pensiero anche se contrario alla verità". Sigieri porta, nei suoi scritti, a conoscenza idee in completo contrasto con la teologia della chiesa. Tra queste l'idea che il mondo è eterno e l'uomo è un semplice animale, l'anima non ha una vera e propria identità valide per ogni singolo individuo, ma secondo il pensiero aristotelico, essa è in realtà collettiva e solo in questa veste è eterna.

    Idee sicuramente eretiche che forse Sigieri non condivideva ma rivendicava per se il diritto di farle conoscere. Viene citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia.

    Venne condannato per 13 proposte eretiche, per sfuggire all'inquisizione partì per Orvieto dove si appellò al pontefice, in attesa della sentenza venne pugnalato a morte dal suo segretario. Si narra sia stato eliminato su istigazione degli ordini mendicanti francescani e domenicani che gli erano sempre stati tenecemente avversi.

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