India, coppia si oppone all’appartenenza religiosa obbligatoria

La madre, Aditi, è di famiglia induista: il padre, Aalif, è di famiglia islamica. Vivono in India, dove la legge impone l’obbligo di indicare l’appartenenza religiosa sui certificati di nascita. La coppia ha avuto un figlio tre settimane fa e, rende noto il Times of India, si sta opponendo alla sua precoce etichettatura confessionale. “Durante la gravidanza abbiamo deciso che non gli avremmo dato alcuna identità religiosa”, dicono ora: “Non siamo contro la religione, ma chi siamo noi per scegliere una religione per conto del bambino? Gli faremo conoscere i valori di differenti fedi e culture, e quando sarà grande sceglierà la propria – o anche nessuna, se lo desidererà”. Il formulario indiano consente ai genitori di scegliere tra ‘indù’, ‘musulmano’, ‘cristiano’ o ‘altri’: chi opta per quest’ultima possibilità deve poi specificare a quale comunità di minoranza appartiene il figlio. Aditi e Aalif hanno scelto ‘altri’, ma senza ulteriori specificazioni: “Sappiamo che nostro figlio non ha religione”. La decisione potrebbe creare numerosi problemi al momento dell’ammissione a scuola o della richiesta di un passaporto.

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